Sara Pandolfi, Incontri Newsletter 36 – gennaio febbraio 2026
Francesco Salustri e Mirco Carotenuto lanciano un progetto che unisce agricoltura naturale, cohousing ed ecovillaggio. L’iniziativa cerca “custodi” disposti a prendersi cura della terra
Per i più Chiorano rappresenta quella fetta di meravigliosa campagna maglianese dove le grandi distese di campi coltivati, puntinati da casolari e ville, garantiscono la tranquillità di un luogo di pace dove poter vivere a pochi passi dal paese. Un luogo di quiete, dunque.
Per alcuni, al contrario, proprio quel luogo vibra di una fortissima energia da dove dar vita ad un nuovo modo di intendere la vita. Padri di questa idea sono Francesco Salustri, romano di nascita che ha scelto Magliano per ritirarsi e Mirco Carotenuto, fondatore della NUmanity (Nuova Umanità). Dal loro incontro è nato a Chiorano il Campo di MonteCristo.
Agricoltura secondo i cicli naturali
Si tratta di un progetto che – nelle campagne di Chiorano – unisce terra e agricoltura naturale, vita condivisa (cohousing / eco-villaggio), formazione, benessere e crescita personale. L’idea che si scorge dietro all’iniziativa – che può essere catalogata tra quelle presenti a eventi come il Festival della Nuova Umanità da poco svoltosi ad Arezzo (24-26 gennaio) – parte dalla constatazione che l’uomo si è allontanato dalla natura e dai suoi ritmi. La terra non va sfruttata o “corretta”, ma ascoltata e rispettata. Lavorarla in armonia con la natura migliora la qualità del suolo le coltivazioni le persone che vivono e operano lì.
“MonteCristo – afferma Francesco Salustri – nasce per dimostrare che il rispetto dei cicli, della stagionalità e dell’equilibrio naturale non è un limite, ma una forza trasformativa, capace di cambiare la qualità del suolo, delle piante e, di riflesso, delle persone”.
Campo e campus: doppia anima del progetto
Va detto che non si tratta di un’azienda agricola tradizionale e neppure di un semplice centro culturale. Dal primo punto di vista – come “campo” – la coltivazione dei prodotti agricoli viene praticata secondo i cicli naturali, la stagionalità e i tempi “giusti”, insomma non forzati. Dal secondo – quello di “campus” – Campo di MonteCristo porta a Chiorano uno spazio di formazione, studio, confronto e accoglienza. Con una particolarità: non si insegnano solo tecniche agricole, ma un modo diverso di vivere e lavorare sulla Terra.

Sviluppo di questo approccio, per i promotori, è rappresentato dalla figura del custode del campo: “persone che scelgono di prendersi responsabilità della propria terra, del proprio lavoro e del proprio impatto sul mondo – spiegano i promotori – Accanto a loro, nel tempo, si formano anche figure di maggiore responsabilità, custodi che hanno il compito di accompagnare, coordinare e verificare che la visione resti integra.
Cohousing aperto a eventi culturali
“Il Campo di Montecristo – chiarisce Francesco Salustri – è uno spazio condiviso in costante evoluzione, dove la cura degli ambienti passa anche attraverso piccoli lavori di ristrutturazione e attenzione amorevole agli spazi comuni. Immaginiamo un progetto di cohousing (una casa condivisa, ndr) una sorta di ecovillaggio, aperto a iniziative per bambini, animali ed eventi culturali”.

Valorizzare i piccoli produttori schiacciati dal sistema
“Uno degli intenti più profondi del progetto – conclude l’ideatore – è ridare valore ai piccoli produttori, spesso schiacciati da sistemi che impongono ritmi, prezzi e standard incompatibili con il rispetto della terra. MonteCristo non si pone in opposizione a nulla. Non combatte un sistema. Propone un’altra possibilità. Un sistema in cui il valore nasce dalla qualità del lavoro, dalla cura, dalla coerenza, e non dalla quantità o dalla perfezione artificiale”.
Il progetto è alla ricerca di persone che vogliano contribuire con lavoro, competenze, presenza e responsabilità.




